aico_logo png
aico_logo png white

Dove Siamo

 

Via Nazionale, 230 - 00184 Roma

Il consumatore è al centro

Mail & Telefono

 

info@aico-consumatori.it 

06\48907851

+ 39 377 0944396
 

La tua tutela è la nostra missione. Siamo qui per informarti e proteggerti, mettendo a disposizione la nostra competenza in materia di consumo.

Safer Internet Day: sicurezza digitale, diritti e tutela del consumatore

2026-02-10 09:13

Redazione

Safer Internet Day: sicurezza digitale, diritti e tutela del consumatore

Safer Internet Day: sicurezza digitale, diritti e tutela del consumatore Intervista Presidente AICO, Avv. Ylli Pace e Vicepresidente AICO, Francesca Tosto

Intervista al Presidente AICO, Avv. Ylli Pace e alla Vicepresidente AICO, Francesca Tosto

 

R: Safer Internet Day: che cos’è questa ricorrenza e perché oggi la sicurezza in rete riguarda direttamente la tutela del consumatore?
Il Safer Internet Day (SID), la giornata mondiale per la sicurezza in rete, istituita e promossa dalla Commissione Europea e celebrata in oltre 100 Paesi nel mondo si pone come obiettivo quello di sensibilizzare cittadini e Istituzioni sull’importanza di garantire un ambiente digitale più sicuro per tutti.
Questa giornata invita soprattutto ragazze e ragazzi a riflettere non solo su un uso consapevole della rete, ma anche sul ruolo attivo e responsabile di ciascuno nel rendere Internet un luogo positivo e protetto.

Avv. Ylli Pace: Oggi parlare di sicurezza informatica è fondamentale perché non si tratta più di una tematica  confinata agli aspetti tecnici: è parte integrante della nostra vita quotidiana. Proprio per questo è anche ambito di diritti e tutele a protezione del consumatore che naviga online, al quale devono essere forniti strumenti concreti per difendersi.
Il consumatore è,  infatti, destinatario di diverse garanzie, rintracciabili non solo nel GDPR, ma anche nelle linee guida e nella normativa collegata, come l’AI Act, recentemente recepito in Italia. La vita online riguarda direttamente anche il trattamento dei dati personali che, nell’economia digitale, rappresentano talvolta una vera controprestazione e hanno un reale valore economico.

R: Password e credenziali: quanto conta davvero la sicurezza degli accessi?
Francesca Tosto: Le credenziali sono la chiave del patrimonio digitale di ciascuno. Il consumatore ha diritto a sistemi di sicurezza avanzati da parte dei fornitori di servizi. Le aziende, in base al principio di accountability, devono adottare difese adeguate e ridurre i rischi per l’utente finale. Password robuste e autenticazione a due fattori rappresentano oggi il livello minimo di diligenza.

Avv. Ylli Pace: Verificare che piattaforme e servizi offrano sistemi di autenticazione forte è essenziale. L’art. 132-ter del Codice Privacy impone ai fornitori di servizi di comunicazione elettronica l’adozione di misure tecniche e organizzative adeguate al rischio, per proteggere i dati da distruzione, perdita o accessi non autorizzati. Anche la giurisprudenza ha chiarito che gli obblighi contrattuali non possono giustificare trattamenti di dati personali in violazione del GDPR.
AICO nel suo lavoro rinnova quotidianamente il proprio impegno nel monitorare l’evoluzione delle regole digitali e nel trasformarle in tutele concrete, affiancando  così i consumatori con una informazione chiara per fare prevenzione, affinché la sicurezza online sia un diritto effettivo e non un privilegio.

R: L’intelligenza artificiale sta cambiando anche il mondo dei reati online. Qual è oggi il rischio principale?
Avv. Ylli Pace: Oggi bastano pochi secondi di audio o video online per clonare una voce o un volto. Il nuovo art. 612-quater del Codice Penale punisce la diffusione illecita di contenuti generati o alterati con sistemi di intelligenza artificiale, prevedendo la reclusione da uno a cinque anni per chi diffonde deepfake — immagini, video o audio creati o manipolati con l’AI — senza consenso.
Il consumatore ha il diritto di sapere se sta interagendo con una persona o con un algoritmo e deve essere messo nelle condizioni di riconoscere queste situazioni e di denunciarle.
Francesca Tosto: Il consiglio pratico, con spirito di prudenza, è semplice: diffidare delle richieste urgenti di denaro o dati, anche se provengono da volti o voci familiari, e verificare sempre attraverso un secondo canale di comunicazione.

R: Si dice che la maggior parte delle violazioni dipenda dall’errore umano. È davvero così?
Francesca Tosto: Sì. Oltre l’80% degli incidenti nasce dal fattore umano. I cybercriminali puntano soprattutto sulla manipolazione psicologica più che sull’attacco tecnico: phishing, smishing e vishing sfruttano urgenza e falsa autorità — una banca apparente, una finta istituzione, un messaggio allarmante.

Avv. Ylli Pace: È importante fermarsi, verificare le fonti ed evitare reazioni impulsive. Non bisogna “cliccare” senza prima aver controllato le informazioni. Cautela e consapevolezza sono gli strumenti essenziali per fare prevenzione.

R: Nei contratti online spesso accettiamo tutto senza leggere. Quali rischi corriamo?
Avv. Ylli Pace: La sezione “termini e condizioni” dei contratti online raramente viene letta con attenzione o non viene letta affatto. Quando invece accade, spesso non le si dedica il tempo necessario, con il rischio di prestare un consenso privo di reale consapevolezza e senza considerare che i nostri dati personali e il nostro consenso ha un peso economico importante nell’economia digitale.

R: Sicurezza digitale significa anche benessere mentale?
Francesca Tosto: Assolutamente sì. Gli algoritmi di raccomandazione possono creare dipendenza, soprattutto tra i più giovani. Un utente sovraesposto o affaticato è più vulnerabile anche alle truffe. La sicurezza passa pure dalla capacità di disconnettersi, anche se non sempre è facile riuscirci.

Avv. Ylli Pace: Dobbiamo imparare a disconnetterci: il web non è un nemico, è uno strumento prezioso, ma non deve travolgerci. La protezione digitale passa dal rispetto della nostra autonomia decisionale e dal diritto di ciascuno di poter navigare in sicurezza.

R: Un tema centrale è la tutela dei minori. Cosa cambia con il Digital Services Act?
Avv. Ylli Pace: Con il Digital Services Act assume rilievo il ruolo dei Trusted Flaggers, soggetti qualificati con competenze specifiche nella segnalazione di contenuti illegali o altamente dannosi tramite canali prioritari, favorendone così la rapida rimozione. Parliamo di fenomeni gravissimi come deepfake pedopornografici, revenge porn, grandi truffe finanziarie e campagne di disinformazione.
Questa tutela si affianca a strumenti già presenti nel nostro ordinamento: l’art. 144-bis del Codice Privacy prevede procedure d’urgenza per la diffusione illecita di immagini intime, con l’intervento del Garante entro 48 ore. Inoltre, l’accesso alle tecnologie di AI da parte dei minori di 14 anni richiede il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale.
I dati mostrano però un quadro allarmante: i minori il più delle volte non dispongono ancora degli strumenti per orientarsi adeguatamente online in modo consapevole. Le campagne di sensibilizzazione, iniziative virtuose, dovrebbero coinvolgere non solo le scuole, ma anche le famiglie, offrendo ai genitori strumenti chiari e linguaggi comprensibili per tutelare i propri figli. Si stanno inoltre diffondendo sistemi di verifica dell’età più evoluti e rispettosi della privacy che offrono una tutela  concreta e immediata.

Francesca Tosto: Le associazioni dei consumatori svolgono in tal senso un ruolo operativo fondamentale nella segnalazione ad esempio di adescamenti e manipolazioni online.
Avv. Ylli Pace : Le parole chiave sono prevenzione e intervento tempestivo, con un sistema coordinato di diritti, obblighi e sanzioni che riconosca la centralità delle “persone” nella logica delle dinamiche dell’economia digitale contemporanea. 


facebook
instagram
whatsapp

Sito Web Realizzato Da Flazio Experience

a2.svg

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Resta aggiornato grazie alla newsletter di AICO

Create Website with flazio.com | Free and Easy Website Builder