Operativa la piattaforma telematica per il censimento nazionale degli autovelox, avviata e resa operativa dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con il decreto del 29 Settembre 2025, rappresenta la svolta (digitale) verso la trasparenza e la legittimità dei dispositivi che rilevano la velocità.
I Comuni e gli enti competenti che gestiscono gli impianti di rilevamento della velocità sono tenuti a inserire sulla piattaforma i dati relativi a ciascun dispositivo come:
- tipologia, marca, modello e versione del dispositivo;
- numero di matricola;
- estremi del decreto ministeriale di approvazione ovvero omologazione;
- codice catastale e codice dell’amministrazione competente.
La comunicazione è condizione necessaria per il legittimo utilizzo dei dispositivi: in assenza della registrazione sulla piattaforma informatica, l’impiego degli autovelox non potrà essere considerato conforme alla normativa ora vigente. Il decreto prevede, inoltre, che ogni variazione dei dati debba essere, in modo tempestivo, aggiornata, e che l’elenco dei dispositivi di rilevazione della velocità, legittimamente impiegati, venga in modo costante aggiornato e risulti consultabile online.
Le amministrazioni hanno tempi stretti: 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto per inserire tali dispositivi, pena la decadenza della possibilità di utilizzare le apparecchiature che non risultino registrate e di conseguenza accertare violazioni che prevedono sanzioni.
Dal 30 novembre, dunque, gli autovelox non censiti saranno considerati “non utilizzabili” per poter comminare sanzioni.
La finalità è aumentare la trasparenza: rendere pubblica la mappa di tutte le postazioni, permettere ai cittadini di sapere dove siano presenti gli autovelox, distinguere quelli regolari da quelli che non rispettano i requisiti normativi.
Impatto per i cittadini e gli automobilisti
In futuro sarà possibile consultare una mappa ufficiale con tutti gli autovelox attivi e verificarne la legittimità. Se un autovelox non è registrato entro i termini, le multe che produce potrebbero essere considerate nulle o illegittime.
Questo censimento potrebbe ridurre casi in cui gli autovelox venivano percepiti come “trappole” nascoste o non segnalate adeguatamente.
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